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L’anno che verrà
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A dodici mesi dall’appuntamento elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale, abbiamo incontrato il sindaco Fausto Pepe per parlare di PUC, piattaforma logistica, Unesco, ma anche di De Lorenzo, Viespoli e Mastella

 di Emilio Fabozzi 

Tutto si potrà dire del sindacato di Fausto Pepe, tranne che sia stato noioso. La bufera politico-giudiziaria che ha investito il partito con quale era stato eletto ha determinato una mini rivoluzione intera. I numeri della maggioranza si sono ridotti ed è stato necessario trovare un nuovo equilibrio, che è riuscito comunque a garantire la prosecuzione del percorso amministrativo. Ora, a circa dodici mesi dalla fine della sua consiliatura e dal nuovo appuntamento elettorale, lo incontriamo per parlare di ciò che è stato fatto e di quanto, invece, è ancora da realizzare.

Sindaco, mancano 12 mesi al voto per il rinnovo del Consiglio comunale. Insomma, si avvicina il periodo dei bilanci. Come è andata? 

 

“Appunto, manca oltre un anno per completare questa consiliatura, fino a quel momento c’è da lavorare ancora di più, per poter tracciare bilanci ancora più positivi e ricchi di risultati. I quattro trascorsi, sono stati anni di grande intensità sia dal punto di vista amministrativo che politico. Mi pare che la città sia decisamente cresciuta e si sia evoluta verso una prospettiva europea. Ma non basta, se da un lato abbiamo agganciato Benevento a prospettive e prassi di civiltà, una su tutte la raccolta differenziata dei rifiuti, sempre maggiori difficoltà riscontriamo nella salvaguardia del tessuto produttivo alla base della nostra economia. Su questo piano credo che si intensificheranno le vertenze già numerose degli ultimi tempi. Dopo Sirti, Tributitalia, Interspar, polo calzaturiero, Coop, consorzi dei rifiuti, precari della scuola, temo che arriveranno altre ondate di licenziamenti. E non intravedo all’orizzonte una sola risposta del Governo”.

 

Di cosa è maggiormente orgoglioso?

“Sono soddisfatto per la recente approvazione del PIU Europa con 42 milioni di opere, un traguardo storico per Benevento che mai aveva ricevuto risorse così ingenti. Credo che riusciremo a cambiare il volto della città e dei quartieri, migliorando la qualità della vita dei cittadini. Ma un altro traguardo storico sarà a breve l’approvazione del nuovo Puc, uno strumento di programmazione urbanistica che manca alla città da circa 40 anni. Si tratta di un documento innovativo che offrirà anche grandi possibilità di sviluppo economico all’intero tessuto urbano ma che soprattutto fermerà lo scempio che si è potuto realizzare negli scorsi anni in assenza di una pianificazione vincolante che tutelasse gli interessi collettivi. I beneventani non hanno patito, come è invece accaduto nel resto della regione, i disagi provocati dall’emergenza rifiuti: questo è un altro risultato positivo. Abbiamo offerto l’immagine di una città pulita e decorosa, i risultati si sono avvertiti anche in termini di flussi turistici. Ora l’impegno è raggiungere, entro la fine di quest’anno, la soglia del 35% di differenziata”

 

A proposito di PUC, a che punto siamo? 

“E’ quasi finita l’attività di verifica delle osservazioni proposte. Abbiamo ottenuto tutti i pareri favorevoli a partire dalla Vas (Valutazione Ambientale strategica), per passare a quelli delle Soprintendenze. Per l’approvazione definitiva manca solo il passaggio in Consiglio che credo potrà avvenire già in questo mese”.

 

L'ex sindaco Pietrantonio ha sostenuto che affidare la redazione tecnica del PUC a professionisti locali è rischioso in quanto interessi privati potrebbero interferire più facilmente con la formazione di uno strumento che dovrebbe essere sviluppato guardando esclusivamente allo sviluppo razionale ed omogeneo del territorio. Cosa ne pensa? 

“Non sono d’accordo, anche perché di converso si potrebbe dire che nel realizzare la pianificazione chi conosce il territorio ha una visione più organica. Comunque gli interessi privati ci devono essere nella programmazione, sarebbe assurdo pensare il contrario. L’importante, piuttosto, è che siano sì prevalenti gli interessi pubblici rispetto ad ogni singolo interesse privato, ma anche che questi ultimi trovino adeguata soddisfazione. Il Puc non è la mortificazione dei privati bensì la attenta contemperazione delle esigenze. E’ in assenza di questi strumenti che invece vince il più forte...”

 

Il maggior rammarico invece?

“Guardando ad ogni singola azione ho sempre l’impressione che si sarebbe potuto fare di più e meglio. Analizzando invece l’enorme lavoro che in tutti i settori è stato compiuto mi rendo conto che forse di più, forse, non si poteva fare. D’altra parte ogni cosa umana è perfettibile, ma sono sicuro che avremo il tempo per migliorare il nostro lavoro”.

 

Fare il sindaco di Benevento è come immaginava che fosse?

“No. Prima di ricoprire questa prestigiosa carica avevo, un po’ come tutti, una mia idea. Poi la realtà si rivela sempre un’altra cosa. Essere fisicamente presente durante tutte le emergenze, lavorare anche 14 ore al giorno e qualche volta anche di notte, insomma non avere la disponibilità del proprio tempo è un grande sacrificio, ma devo pur dire che è un onore impareggiabile rappresentare Benevento in ogni contesto”.

 

Unesco: in quest’ultimo anno si arriverà a conseguire l’importante riconoscimento?

“Io sono sicuro che a giugno prossimo, quando è attesa la decisione della commissione, Benevento entrerà nella lista dei siti che costituiscono il Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Già la sola candidatura di Benevento ha rappresentato un volano di sviluppo per il territorio: le azioni tese ad una migliore fruizione dell’ingente patrimonio storico della città, i riflettori che si sono accesi su uno dei monumenti più rappresentativi della nostra identità, la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, non potranno che offrire un notevole contributo alla crescita sociale ed economica del territorio”.

 

Piattaforma logistica. Entro quando se ne saprà di più?

“Abbiamo realizzato lo studio di fattibilità, lo abbiamo approvato in Giunta e da poco abbiamo ottenuto il via libera regionale. Il progetto è stato definito coerente con la programmazione in materia di sviluppo della logistica e dell’intermodalità. Si crea così una grande opportunità, uno strumento di investimento senza precedenti che nei prossimi anni caratterizzerà lo sviluppo della città e della provincia: l’obiettivo è favorire la creazione di posti di lavoro e frenare drasticamente le nuove ondate migratorie dei nostri giovani”.

 

De Toma, Principe, Palumbo, De Lorenzo. Come mai tanti cambiamenti in giunta?

“Lo scenario politico è cambiato in maniera rapidissima. Quando si è insediata l’amministrazione comunale c’era il governo Prodi mentre oggi ne abbiamo uno di segno opposto, non esistevano il Pd e il Pdl, il centrosinistra era una coalizione che si presentava sotto il nome di Unione e univa le forze fino a Rifondazione, l’Udeur era nel centrosinsitra mentre oggi è nel centrodestra, e così via. Insomma sono cambiate tante cose sullo scacchiere politico, da questo punto di vista gli assessori rappresentano solo una goccia nel mare. Comunque mi pare che sia fisiologico in ogni esecutivo, locale o nazionale, una turnazione e un cambiamento di deleghe e dei titolari”.

 

Benevento, a differenza di altre realtà regionali, negli ultimi anni ha visto la chiusura di importanti strutture che assicuravano diversi posti di lavoro (Telecom, Enel, Banca d’Italia, Scuola Carabinieri). La scarsa tutela territoriale è colpa dei nostri rappresentanti politici?

“Sì, ci sono delle responsabilità della politica, anche pesanti. Ma devo ribadire un concetto: la competitività di un territorio è sempre di più nelle mani dei privati, dei cittadini, degli imprenditori, delle associazioni. La crisi economica ha ulteriormente accentuato un processo già in atto da tanto tempo e che ha spostato il baricentro. La politica avrebbe il dovere di difendere le condizioni di contesto: e qui ci sono le responsabilità dei nostri politici che preferiscono non dare fastidio a Roma, piuttosto che assicurare vantaggi a Benevento”.

 

Quanto del programma di mandato, presentato in avvio di consiliatura, è riuscito finora a realizzare?

“Meno di quanto avrei voluto in termini di singole iniziative, ma l’obiettivo di fondo del programma di mandato 2006-2011 era far rinascere la città, sviluppando una qualità di vita urbana diffusa, senza disuguaglianze tra il centro e la periferia, estendendo i servizi a tutte le zone, favorendo il rispetto dell’ambiente, l’innalzamento della vivibilità, lo sviluppo turistico e commerciale, le potenzialità di crescita economica. Credo che l’azione amministrativa si sia fortemente caratterizzata per il rispetto di questi principi”.

 

Clemente Mastella ha più volte dichiarato di volersi candidare il prossimo anno alla carica di sindaco.

“Auguri a lui, ma non credo che sia affidabile sulle reali velleità di coprire tale ruolo, visto che credo sia più interessato alle questioni romane”.

 

Anche l'ex assessore De Lorenzo ha manifestato l'intenzione di candidarsi nello schieramento opposto al suo.

“Il caso De Lorenzo non attiene la sfera della politica. Se ritiene si candidi con chi preferisce, a me non interessa più”.

 

Il senatore Viespoli non interviene ai tavoli istituzionali dove è prevista la sua presenza, Clemente Mastella ha dichiarato che Fausto Pepe dal punto di vista umano non è una persona perbene, i rapporti con l'ex assessore Giuseppe De Lorenzo sono a dir poco turbolenti. Sindaco, è così difficile andar d'accordo con lei?  

“Non credo. E poi devo dire che gli amici, per fortuna, non mi mancano. Viespoli e Mastella rappresentano due facce della stessa medaglia, il centrodestra di Berlusconi che attrae e respinge a seconda delle ambizioni e dei momenti. E’ normale che loro due, che pure erano nemici giurati mentre oggi sono alleati fedeli, non vadano d’accordo con me che del centrosinistra ho sempre fatto la mia unica casa”.

 

 

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