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Un sindaco ingegnere ed un professore a confronto su visione strategica del territorio e precari
Notizie - Politica
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Breve biografia:


Fausto Pepe: Ingegnere. Nasce nel capoluogo sannita nel 1963, è alla guida dell’amministrazione comunale dal maggio 2006, quando ottenendo oltre il 56% dei consensi è diventato l’unico sindaco ad essere stato eletto al primo turno
dall’introduzione dell’elezione diretta. Ingegnere civile e libero professionista, è sposato con Silvia Ullo, anche lei ingegnere e professoressa universitaria, con la quale ha avuto due figli, Filippo e Giorgio. Sin da ragazzo ha partecipato
alla vita politica militando nel giovanile della Democrazia Cristiana, oggi invece è iscritto al Partito Democratico.
Dall’Unicef ha ricevuto il ruolo di ‘Difensore dell’infanzia’.


Giulio De Cunto: Matematico. Attualmente è dirigente scolastico del V Circolo di Benevento. Segretario dell'ARCI di Benevento nei primi anni ottanta, è stato tra gli organizzatori della rassegna del mercoledì "Cinema che passione!", nonché tra i fondatori dell'ARCI-Ragazzi e della Lega Ambiente di Benevento. Nel 1987, ha fondato la Coop. Sociale "L'isolachenonc'è". Ha curato da responsabile il settore "Ragazzi" della XV Città Spettacolo, nel 1994. Nel 2003, è stato tra gli animatori di "Fuoriluogo". Ha fatto politica attiva nel PCI, prima, e nel PDS e Ds poi.
 


Intervista doppia:  


  • Come considera il rapporto tra magistratura e mondo politico?


Fausto Pepe: “Il nostro ordinamento costituzionale prevede un sistema di pesi e contrappesi. Per questo credo sia un
grave errore armare il potere politico contro quello giudiziario e viceversa. I contrasti determinano tensioni e a farne le
spese sono spesso i cittadini comuni. Credo, piuttosto, che la politica dovrebbe lavorare meglio per garantire a tutti una
giustizia più veloce ed efficiente, evitando sterili polemiche che mirano solo a delegittimare il ruolo dei giudici.
In Italia non è buon momento per la magistratura, sotto attacco costante e delegittimata nella sua funzione,
speriamo passi presto”.


Giulio De Cunto: “Se c’è un problema per la giustizia in Italia, è il fatto che in galera ci sono solo i poveracci che non
possono pagarsi un buon avvocato o, all’occorrenza, cambiare le leggi a proprio favore. Lo slogan pubblicitario di
qualche anno fa: “Le regole vanno rispettate, ma c’è chi le cambia…” sembra essere diventato l’imperativo categorico di
chi gestisce potere. Gli sconfinamenti istituzionali ed il non rispetto dei ruoli sono il segnale evidente di una democrazia
ammalata”.

  • Come considera il rapporto tra imprenditoria e mondo politico?


Fausto Pepe: “Gli attori economici pongono grande attenzione alle scelte della politica, anche per comprendere come
muoversi meglio sul piano degli investimenti. I politici, invece, danno grande attenzione alle valutazioni dei soggetti
economici, anche per dare forza alle scelte e alle direttrici di sviluppo. Credo che ci sia un reciproco rispetto, ed una
attenta valutazione delle rispettive mosse. Il problema sorge quando i due campi si mescolano: l’imprenditore diventa
politico e sceglie in funzione degli interessi delle sue aziende, sfavorendo la libera concorrenza. Ma per fortuna in Europa
esistono solide leggi che impediscono tutto ciò. Credo sia il caso che anche in Italia si proceda su questa strada”.


Giulio De Cunto: “Scopo dell’impresa è ottenere utili, scopo della politica dovrebbe essere la tutela degli interessi della
popolazione; è più facile che le due cose configgano piuttosto che vadano d’accordo. Non mi sembra che le
privatizzazioni abbiano portato grandi benefici, tutti sono bravi a fare impresa con i soldi pubblici... ma non mi sembra
che ci sia stata vera concorrenza. Ci sono cose, inoltre, che non si possono assolutamente privatizzare, come l’acqua”.
 


  • Come considera l'indagare nella vita privata dell'uomo politico?

Fausto Pepe: “Credo che lo spazio privato nella vita di un uomo politico sia molto ridotto. Ma non ci vedo niente di male
nel fatto che siano pubbliche le abitudini o i gusti di un politico”.


Giulio De Cunto: “Credo sia inevitabile che le persone vogliano conoscere il più possibile della vita privata di chi ha
posizioni di rilievo; per certi aspetti ciò è quasi doveroso: chi professa in pubblico “sacri valori” cui non si attiene nella
vita privata è certamente poco credibile; detto questo, però, nel privato ognuno deve essere libero di fare ciò che gli
aggrada, ovviamente assumendosene le eventuali responsabilità. Personalmente, non mi interessa guardare le persone
attraverso il buco della serratura”.
 


  • Come risolverebbe la questione dei precari della scuola?

Fausto Pepe: “Proprio da Benevento è partita, durante l’estate scorsa, la protesta dei precari della scuola che hanno
anche messo in atto misure ‘estreme’ per manifestare il proprio dissenso nei confronti di un governo che ha prodotto il
più grande licenziamento di massa nel nostro Paese, nel settore, quello dell’istruzione che, al contrario, richiederebbe
investimenti importanti. C’è bisogno di valorizzare le professionalità e ridare dignità ai lavoratori della scuola che si
occupano della formazione dei nostri figli, di ridare loro una prospettiva di lavoro a lungo termine per tutelare un settore
fondamentale per il futuro del Paese. Io partirei dal rivedere tutto l’impianto della legge Gelmini (Tremonti)”. 


Giulio De Cunto: “Occorre ripensare tutto il servizio scolastico ed educativo, perché così come è non garantisce più
nessuno, a partire dalle giovani generazioni, che hanno, invece, estremo bisogno di essere aiutate ad orientarsi nella
contemporanea “società della conoscenza”; nella scuola ci sono, attualmente, troppe garanzie per alcuni e nessuna
per altri; il sistema scolastico ha bisogno di una bella sferzata di energia: si deve facilitare l’ingresso di energie giovani,
prevedere una carriera per gli insegnanti, attivare una seria politica di rendicontazione sociale”.
 


  • Che visione strategica ha per il territorio sannita?

Fausto Pepe: “Il piano strategico della città di Benevento non può che fondarsi su alcuni principi fondamentali,
come la capacità di competere attraverso le specificità, l’impegno nell’ascoltare l’evoluzione dei bisogni, l’abilità a fare
sistema ponendosi su un piano di larga scala. Se da una parte si ripropone il ruolo di cerniera tra la costa tirrenica e
quella adriatica, dall’altra si evidenzia l’esigenza di dare impulso ad una politica di sviluppo in concorso con le città di
piccole e medie dimensioni della dorsale appenninica, valorizzando il patrimonio culturale, l’innovazione tecnologica
e promuovere il turismo”.


Giulio De Cunto: “Paradossalmente l’isolamento dei secoli scorsi può rivelarsi la fortuna del Sannio, poiché non si sono
verificati quei fenomeni di estremo degrado ambientale che altrove compromettono il futuro. Punterei quindi sulla
valorizzazione delle specificità locali, ma riconnettendo culturalmente il Sannio con il resto del mondo, grazie alle
nuove tecnologie”.

  • Cosa pensa della ipotizzata piattaforma logistica?

Fausto Pepe: “La piattaforma logistica deve fornire, innanzitutto, quella iniezione di produttività utile a creare un
numero consistente di posti di lavoro: perché la priorità è frenare immediatamente l’emorragia di giovani che è
tornata ad emigrare. Per farlo abbiamo deciso di sfruttare le potenzialità e il posizionamento della città che è al centro
di un crocevia tra i mari, e tra i grandi corridoi europei. Per dirla tutta non basterà la piattaforma per risolvere i problemi
occupazionali di Benevento, ma sono sicuro che rappresenterà la prima, importante, inversione di tendenza”.


Giulio De Cunto: “La sua posizione ha reso da sempre il Sannio nodo di scambio con i territori circostanti.
La sua storia è il frutto della sua posizione geografica; non mi scandalizza, quindi, pensare ad un ruolo di
collegamento con le realtà vicine, a patto, però, come dicevo prima, di approfittarne per conservare e valorizzare le
sue specificità ambientali”.
 


  • Ultimamente si è sviluppato un grande dibattito sulla opportunità che il territorio di Benevento ospiti centrali termoelettriche, come ad esempio quella proposta dalla società Luminosa, lei che posizione ha in proposito?

Fausto Pepe: “Quella espressa dal Comune di Benevento in ogni occasione utile: netta contrarietà.
E non è una posizione precostituita ma il frutto di un serio bilancio energetico e di un calcolo di opportunità rispetto
al fabbisogno del territorio”.


Giulio De Cunto: “Credo che né il nostro né gli altri territori abbiano bisogno di impianti basati su tecnologie ormai
obsolete, che possono lasciare solo problemi ai posteri. Ma si può sapere chi c’è dietro la “Luminosa”, che cerca di
imporre il suo volere contro una collettività intera (e forse ci riuscirà…)?”.

 

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