| Chiacchierando con l'uomo nero-petrolio |
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| Notizie - Attualità | |||
| Martedì 31 Gennaio 2012 08:56 | |||
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Mai come in questo periodo, il benzinaio è al centro delle rivendicazioni di cittadini sempre più vessati dal continuo aumento del prezzo del carburante. Abbiamo deciso di conoscere un po’ meglio il loro mestiere, rivolgendo ad uno di loro, proprietario di un distributore IP in città, alcune domande per soddisfare qualche curiosità e capire se è ancora quel lavoro così attraente che pensavamo fosse quando li osservavamo da piccoli
di Vincenzo D’Argenio e Marialaura Orlando Non so voi, ma io quand’ero bambino invidiavo quell’uomo in salopette col portafogli strapieno di banconote. Pensavo che fosse il miglior lavoro al mondo specialmente perché non sembrava granché faticoso ma remunerativo sì, e molto anche. Oggi invece è probabilmente tra le categorie lavorative più odiate dal popolo. Di chi stiamo parlando? Ma del benzinaio ovviamente. Chi ci aiuta a comprendere meglio questo lavoro, è il proprietario di un distributore IP in città, che però, visto il periodo non certo tranquillo, ci chiede di poter restare nell'anominato.
Perché la benzina è arrivata a costare così tanto? “Attraverso il mercato dei carburanti lo Stato Italiano e le compagnie petrolifere, incrementano in modo facile e senza nessun investimento le proprie entrate. Credo che sia uno dei pilastri portanti per la nostra economia. Da un articolo pubblicato dalla Faib (ndr Federazione Autonoma Italiana Benzinai) o Fenica (ndr sigla dei benzinai appartenenti alla Cisl), non ricordo bene, i benzinai attraverso il loro operato, a propri rischi e a proprie spese, versano nelle casse dello Stato oltre 38 miliardi di euro l’anno. Quindi la mia risposta è: La benzina costa così tanto, perché le politiche amministrative a cui siamo soggetti sono povere, dal punto di vista di controllo sulle altre tasse nonché negli investimenti. Perciò la cosa più ovvia e semplice per tutti è aumentare il costo dei carburanti.”
Quanto del prezzo di ogni litro di carburante và allo Stato e quanto al rivenditore? “Sia per la benzina che per il gasolio, al benzinaio restano 0.051 euro al litro. Vale a dire che per mille litri erogati, ci restano 51 euro lorde. Il restante del costo che paghi va suddiviso, in percentuali che ora non conosco esattamente, tra lo Stato, le società petrolifere e al prodotto greggio.”
Visto che ormai quasi tutti la distribuiscono più o meno allo stesso costo, che differenza c'è tra i marchi di benzina, in particolare per quanto riguarda i prezzi? “Non c’è differenza sulla qualità tra i marchi di benzina, ma una differenza di prezzo, se pur minima c’è, ed è sempre decisa dalla compagnia.”
In generale c'è possibilità di avere la benzina ad un costo più abbordabile? “Rifornendosi al ‘fai da te’ il prezzo è inferiore. Inoltre attraverso le così dette ‘pompe bianche’ ovvero i distributori senza colori sociali e non convenzionati (come lo è il mio) certamente il prezzo è più basso in quanto non c’è una campagna promozionale in corso e neppure però la garanzia di un prodotto controllato. Il grande marchio offre una garanzia sul prodotto. Ad esempio in casi di carburante sporco che può creare problemi ai veicoli.”
Quanto paga di accisa un distributore qui in Campania? “Le accise sono tantissime e diverse. L’ultima? Governo Monti 07/12/2012 Benzina + 0.045 euro al litro. Gasolio + 0.135 euro al litro.”
Cosa comprometterà per la tua categoria la liberalizzazione? “La liberalizzazione, per quanto mi riguarda, essendo proprietario dell'impianto, gioverà a mio favore. Avrò la possibilità d' approvvigionamento del prodotto attraverso canali più economici, di conseguenza potrò abbassare il prezzo. I gestori degli impianti di proprietà della società, andranno male... per loro si tratta di un'arma a doppio taglio. Non è molto semplice da spiegare…”
Quali sono i tuoi progetti futuri a riguardo? “Resto in attesa e poi deciderò. E presto per dirlo adesso ma molto probabilmente renderò il distributore totalmente automatico (vale a dire soltanto self-service) in modo tale da non dover essere per forza, sempre, fisicamente presente. Poi vaglierò se investire in altri progetti lavorativi paralleli visto che solo con il distributore è dura. Non è tutto rose e fiori come molti credono.”
Concludendo chiediamo al nostro A.G. se secondo lui serva a qualcosa il prossimo sciopero di dieci giorni indetto dalla categoria, o se creerà soltanto inutili allarmismi per i cittadini che si precipiteranno a fare il pieno. Il suo secco “no comment” lascia intendere il malumore che in generale regna all’interno di questo settore. Come dire: "Non è tutto oro (nero) quel che luccica”.
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