Oschi loschi, 20 scrittori ed altrettante storie PDF Stampa E-mail
Notizie - Cultura
Lunedì 19 Dicembre 2011 11:31


Ieri sera la presentazione, alla locanda di san Bartolomeo, dell’antologia beneventana arrivata alla seconda edizione


di Alessandro Caporaso


Ad un anno esatto dalla sua prima edizione, presso la Locanda di San Bartolomeo, è stata presentata la seconda edizione di “Oschi Loschi. Racconti solidi come castelli di carte”. A condurre la serata, Melania Petriello che si è avvalsa di un’ottima spalla, Mario La Monaca, valletto losco, speaker di Radio Città Benevento.


A cinque alla volta, gli scrittori si sono seduti di fronte al pubblico cercando di capire le domande della Petriello, che non ha fatto sconti. Come non li ha fatti neanche la sveglia che doveva scandire il tempo degli interventi. Impazzita, però, è stata zittita e poggiata a terra. L’atmosfera era leggera e le risate non sono mancate, soprattutto quando si è scoperto che la autobiografia di Alessandro Paolo Lombardo è stata scritta da Luigi Furno. “Nella tua autobiografia dici di essere un nichilista-dadaista, che vuol dire?” e Melania passa il microfono a Paolo Lombardo. “Beh, in realtà non lo so, perché… Luigi scusa ma che hai scritto nella mia autobiografia?”. Venti racconti, dunque, per venti autori divisi da quattro carte. Coppe. Bastoni. Spade. Denari.


La musica è stata curata da Massimo Varchione e alcuni brani estrapolati a caso dalla raccolta sono stati interpretati da Martina Iorio. Quattro letture le sue. Quattro cut up di tutti i racconti. Dunque, quattro nuove storie da leggere e raccontare. Da ascoltare perché in realtà sono state scritte da venti autori. Quelli oschi della terra osca, che sono anche un po’ loschi. Da prendere dunque con le giuste precauzioni, quest’antologia. Un castello di carte in bilico sul vissuto. Una carta per ogni vissuto e nasce così “l’ebbro destino e le sue ombre inquiete” (le coppe) . Nascono “i colpi al cuore per placare la sete di vendetta” (le spade). Nascono i “valori che non si custodiscono in cassaforte” (i denari) e i castighi divini per chi non se li cerca” (i bastoni). Ho provato allora a pescare dal mazzo di carte napoletane. Prima bastoni, poi coppe, poi… poi ho sfogliato il libro e mentre le pagine scorrevano ho lanciato una carta tra i racconti ed ho iniziato a leggere. Ho iniziato dalle spade, i più loschi di tutti, quelli che se non ci scappa il morto non piace.


Flavio Ignelzi e Maria Elena Napodano hanno curato la raccolta. Li ho fermati.

Com’è nata l’antologia tutta beneventana di Oschi Loschi?
F
: E' un caso che 18 dei 20 autori della seconda edizione siano beneventani.
ME: Siamo riusciti ad includere anche due irpine, e c'è mancato poco che arrivassimo al Molise.



Cosa significa per voi essere arrivati alla seconda edizione di Oschi Loschi?
F: Significa che abbiamo trovato persone che scrivono da Dio.
ME: Il miglior risultato è la rete di relazioni tra i nostri vissuti.



Com’è nata la casa editrice Never Mind? Perché Never Mind?
ME
: Potrei dire che sono una grande comunicatrice. La verità è che da libera professionista ho scelto un nome per la mia attività di cui pochi eletti conoscono il vero significato.



Cosa significa essere editori?
ME
: Assecondare le geniali intuizioni dei curatori.



La seconda edizione cos’ha di differente dalla prima?
F
: La copertina (splendida di Aurora Lobina), il sottotitolo, tutti i racconti e una voglia ancora maggiore di stupire il lettore.



Perché avete scelto i semi delle carte napoletane per dividere i racconti?
F
: perché sono un simbolo della nostra terra, dei nostri bar e delle nostre tavolate di famiglia.



Qual è stato il metodo di divisione dei vari racconti?
F:
sono stati seguiti i temi e le suggestioni che i vari racconti effondevano. Sembra che la scelta sia piaciuta molto.



Cut up per semi dei vari racconti. 4 taglia ed incolla per le letture. Come mai questa scelta?
ME
: tutti gli autori hanno diritto a sentire recitare le proprie parole e vedere l'effetto che fa.



La presentazione del libro sarà scandita dalle letture di Martina Iorio e dalla musiche di Massimo Varchione. Qualche indiscrezione sulla loro performance (se ce ne sono).
ME:
nani sputafuoco, belve feroci e giocolieri. Volevo i pinguini ma Massimo me li ha bocciati. Protesto formalmente per l'esclusione del mio gatto dal cast.



Dove verrà distribuito il libro?
F:
da lunedì 19 dicembre in libreria a Benevento (Luidig e Masone); poi Avellino, Telese Terme, New York...



Qual è la più grande soddisfazione avuta con la prima raccolta?
F
: mi riconoscevano per strada, ma mi chiamavano Razzano
ME: è finalmente crollato lo status symbol di Flavio Ignelzi come scapolone



Qual è stato il criterio grazie al quale avete scelto gli autori?
F
: fortuna, caso, intuito, pazzia.
ME: ...e relativa approvazione da parte mia.



Ci sono autori che hanno partecipato anche alla prima raccolta. Chi sono e perché riconfermarli?
F: siamo in cinque: il sottoscritto, Maria Elena, Filippo Ciasullo, Umberto Di Lorenzo, Ernesto Razzano... perché avevamo/avevano delle belle idee che stavamo/stavano mettendo su foglio.


Ecco i venti autori dell’antologia: Filippo Ciasullo, Paola Corona, Federica D'Avanzo, Anna Lisa De Mercurio, Giuseppe Di Gioia, Umberto Di Lorenzo, Emilio Fabozzi, Luigi Furno, Stella Iasiello, Flavio Ignelzi, Alessandro Paolo Lombardo, Maria Elena Napodano, Isabella Pedicini, Annamaria Porrino, Ernesto Razzano, Marcello Serino, Massimo Varchione, Giovanni Vergineo, Daniele Viola, Donato Zoppo.