| Al San Marco per "Il Fotografo" è buona la prima |
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| Notizie - Cultura | |||
| Domenica 29 Gennaio 2012 16:50 | |||
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di Marialaura Orlando Venerdì sera, in prima nazionale, presso il cinema San Marco, è stato proiettato il film “Il Fotografo” di Carmine Girolamo, film indipendente interamente girato a Benevento. Ho visto tanta gente incuriosita dalla cosa, altri pronti a criticare, altri ancora semplicemente amici o parenti di qualcuno che ha lavorato a questo progetto.
La sala del cinema San Marco allo spettacolo delle ore 20,00 era gremita in ogni suo posto, molta meno affluenza per lo spettacolo delle 22,00 ma forse dipendeva dall’orario ( troppo tardi) e dalla gelida serata. Già dalle prime scene si percepisce chiaramente che le riprese sono fatte da uno che conosce bene il suo mestiere, il montaggio è fatto senza sbavature, belle le inquadrature, ricercate le luci, la ricerca di un tratto personale nella fotografia attraverso la saturazione del colore, rende sicuramente il film riconducibile al suo regista, che, in questo modo, viene fuori in maniera personale e assolutamente non banale. Certo questo è un tipo di fotografia che se associato a una produzione televisiva, piuttosto che cinematografica, si adatta sicuramente meglio, risultando inoltre degna di lode, il fatto che sia stata utilizzata per un prodotto cinematografico può far storcere il naso a qualcuno, ma resta di fatto originale e molto curata.
Il film parte, volutamente montato per essere un videoclip, con le più belle immagini della nostra Benevento, è una città talmente bella che quasi commuove in queste inquadrature e c’è tanto di canzone ad accompagnarle (stile “Un posto al Sole” ma deve essere per la presenza di Rispo). Tra varie vicende, alcune riuscite altre no, prende forma la storia. Due coppie di sposi molto diverse tra loro, una di provenienza popolare (Peppino e Annarella) e un'altra di origini borghesi (Roberto e Manuela) che si ritrovano a dover condividere il giorno del matrimonio lo stesso luogo e lo stesso fotografo (Ippolito). Il filo conduttore di tutta la storia lo tiene il bambino (Cardillo) assistente del fotografo, studente della maestra Gilda che è cugina di Annarella e collega di Manuela. Ed è nei ricordi di un Cardillo ormai anziano che si mettono assieme i pezzi del puzzle di questa storia, simpatica e scorrevole che ha tutti gli ingredienti della classica commedia leggera all’italiana.
Alla fine non ci sarà nessun matrimonio, ma il rimpianto di Ippolito, che interrogato dall’intraprendente Cardillo sul “ci sarà o non ci sarà un matrimonio da immortalare” , concluderà dicendo”Succede sempre qualcosa!”. Ho chiesto a Maurizio Cimino, che era lì, travolto da baci e abbracci di conoscenti, come è stata questa esperienza, la prima per lui, nel cimentarsi con una sceneggiatura o comunque con un soggetto e mi ha spiegato, molto entusiasta della cosa, che la sceneggiatura in sé è di Carla Marcialis, una giovane sarda che ha studiato sceneggiatura a Roma e che è molto brava, mentre lui e il regista Carmine Girolamo hanno costruito assieme il soggetto, la storia, caratterizzando ogni personaggio, contestualizzandolo, precisando che il film ha avuto una lavorazione lunga e ha preso forma nel tempo. Infatti, come ha precisato lo stesso regista ci hanno lavorato due anni e mezzo e le riprese risalgono a un annetto e mezzo fa, sottolineando che ci ha messo il cuore, quindi si augura che il pubblico lo guardi con gli occhi del cuore.
Complimenti agli attori, molto inquadrati nei loro ruoli, alcune trovate del film, invece, non reggono proprio, tipo gli scherzetti dei bambini pestiferi della scuola (tra cui l’uso di un marchingegno, non meglio identificato, venuto male nella ricostruzione a computer che doveva spaventare di soprassalto il sempre preso di mira bidello), le loro gag fanno ridere meno di quello che si immaginava, le gemelline che parlano in sincrono, sulla carta potevano suscitare ilarità, ma, di fatto, non servono a nulla. Menzione speciale per le musiche, curate da Antonino Armagno: originali , orecchiabili e bene si incastrano con la trama e la tipologia di film.
Alla fine del film scorrono i nomi (non con il solito elenco ma accompagnati dalla loro immagine) di tutti ma proprio tutti quelli del cast, che io non elencherò perché sono troppi mi fermerò a citare i principali: Fabio Massa (Roberto), Patrizio Rispo (il preside della scuola), Serenella Tarsitano (Gilda), Gennaro Canonico (Peppino), Lorenzo Girolamo (Cardillo), Paola Bencivenga (Annarella), Iole Caròla (Manuela), Giosuè Zurzolo (Ippolito). Film finito, applausi vigorosi per questa prima che ha simpaticamente intrattenuto lo spettatore per 110 minuti e che si spera possa avere un futuro.
Alla fine dello spettacolo abbiamo raccolto qualche opinione del pubblico che era in sala, a cui in generale il film non è dispiaciuto: Valentina Santamaria: “E' stato molto bello, interessante e simpatico!” Stefano Cicero: “Molto bello e soprattutto piacevole.” Tina De Caterina: “Anche per me molto bello!” Gino Armagno: “Ottimo! Ma non chiederlo a me perché sono il padre del musicista (ride). comunque è andato benissimo, complimenti a tutti loro!” Michele Ricciardelli: “Divertente, bello, mi è piaciuto.” Genny Tresca: “Carino e le musiche molto belle.” Giusy De Nigris: “Bello, divertente e come lavora lui mi piace!” Anna Mazzeo: “Interessante, soprattutto perché non traspare volgarità o cafonaggine!” Rosetta Russo: “L'ho apprezzato, gradevole, simpatico e non mi sono annoiata pur conoscendo i luoghi. Molto belle le musiche e complimenti a chi ha realizzato questo lavoro.” Raffaele Careddi: “Ma che bello!Non mi aspettavo fosse fatto così bene!” Mattia Iovini: “Ben girato, buona trama, direi veramente interessante.” Lucy Tresca: “Simpaticissimo e carino, è bello vedere quanto è stupenda la nostra città!Simpatici i personaggi, poi il film risulta molto scorrevole.” (Interviste Vincenzo D’Argenio).
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