Le proposte ridicole dalla Provincia per il Campo Scuola (ex CONI) PDF Stampa E-mail
Notizie - Sport
Martedì 21 Febbraio 2012 10:32

 

Una situazione di degrado con la relativa barzelletta di occuparsene

 

di Luigi Furno

 

Che i segni siano sintomi è inevitabile. Sul cancello della pista di atletica leggera del rione Libertà campeggiano i cinque cerchi simbolo dei giochi olimpici, un cerchio per ogni continente, arrugginiti. Questo è il segno, una memoria sbiadita dal tempo e la regina dello sport, l’atletica leggera, che si ossida all’intemperie e alla noncuranza.

Il problema, in questa deriva di senso nazionale è sempre lo stesso. Istituzioni prive di ruoli, prive di teste pensanti, prive di mezzi (se non quelle di pagarsi gli stipendi), prive di utilità. Istituzioni, quindi, che farebbero bene ad andarsene a quel paese, paese che assomiglia disgraziatamente tanto a questo di paese.

 

Forse, questo è il CONI, questo è diventato. Una istituzione dove parcheggiare i trombati della politica (c’è da chiedersi con quale gusto la politica riesca a trombarsi questi dinosauri incartapecoriti).

 

Probabilmente, per questi uomini, il CONI non è un organo che si debba occupare di questioni e promozione dello sport, forse, per questi, il CONI deve vendere “coni” gelato al parcheggio dello Stadio. Il problema, indubbiamente, è anche questo: siamo una società di pallonari (da intendere il termine nella sua natura polisemica) che a furia di parlare di palle, le palle le fa girare davvero.

 

Il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) è un'organizzazione, nata tra il 9 e il 10 giugno 1914 come parte del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), con lo scopo di curare l'organizzazione e il potenziamento dello sport italiano attraverso le federazioni nazionali sportive e in particolare la preparazione degli atleti al fine di consentirne la partecipazione ai giochi olimpici; altro importante obiettivo del CONI è la promozione dello sport nazionale.

 

Bene, cosa ha fatto il CONI beneventano? Visto che, per statuto, ha l’obbligo di curare l’organizzazione e la promozione dello sport, ha pensato bene di vendere, poco tempo fa, la pista si atletica leggera del rione Libertà, pista che prendeva il suo nome, appunto “Campo CONI”, perchè di sua proprietà, al migliore offerente. E chi è stato il migliore offerente? La Provincia di Benevento, ma che adesso si scopre non avere soldi per il recupero della struttura. Tautologia perfetta. Un Uroboro, il serpente che si mangia la coda, decorato con la precisione di un chirurgo.

 

Pochi mesi fa ci eravamo, proprio su queste pagine, occupati della situazione di degrado in cui sopravviveva lo sport all'ex, ormai ex, Campo Coni. Avevamo parlato con Giovanni Caruso, glorioso presidente della Libertas, squadra che per anni è stata in serie A. “Le nostre risorse economiche - ha spiegato Caruso - non sono sufficienti per una grossa ristrutturazione, cerchiamo di far fronte alle spese ordinarie e straordinarie ma siamo limitati non avendo energie economiche da poter spendere. Questo campo ha ospitato per 20 anni le finali di serie A di atletica, momenti molto importanti dunque; dal 1976 non è mai stato fatto un intervento significativo di manutenzione. Non riceviamo fondi da nessuno, nemmeno un grazie dato che le nostre attività sono gratuite. Forniamo anche del materiale per poter svolgere al meglio le varie discipline.

 

La Libertas conta oggi circa 200 sportivi, siamo una delle più importanti società italiane di atletica, abbiamo dato 40-41 atleti alla nazionale durante la nostra attività. Siamo proprio abbandonati - ha infine concluso il responsabile della Libertas - ci siamo stancati di fare le richieste, il CONI non ha mai ascoltato i nostri appelli di aiuto, adesso il campo è stato preso dalla Provincia che ha fatto un grandissimo affare dato l’esborso incredibilmente basso”.

 

È proprio di ieri la notizia che la Giunta provinciale di Benevento, su proposta del presidente Aniello Cimitile e del vicepresidente e assessore alle opere pubbliche Antonio Barbieri, ha approvato lo schema di avviso pubblico per la presentazione di proposte finalizzate alla realizzazione dei lavori di recupero, ristrutturazione ed eventuali nuove volumetrie del Campo Scuola (ex Coni), che nel giugno 2011 fu acquistato dalla Provincia.

 

Le proposte devono prevedere di interventi di riqualificazione della struttura sportiva nonché la disponibilità alla successiva gestione in concessione. Al termine del periodo concessorio, l’immobile tornerà nella piena disponibilità della Provincia di Benevento, con le nuove opere e i miglioramenti immobiliari eventualmente realizzati dal concessionario, senza onere alcuno per la Provincia e l’esclusione di riconoscimento al concessionario di indennizzi per la gestione operata.

 

Il presidente Cimitile e l’assessore Barbieri sottolineano che “il territorio provinciale e regionale è completamente sprovvisto di strutture sportive destinate alla pratica dell’atletica leggera: quindi il Campo Scuola, recuperato e potenziato, potrebbe colmare tale carenza e consentire, oltre all’esercizio delle normali attività, anche la realizzazione di iniziative e manifestazioni di carattere sportivo di interesse regionale e nazionale. La Provincia intende migliorare la fruibilità di tale struttura, anche se attualmente non dispone delle risorse finanziarie necessarie”.

 

La domanda è questa. Se la Provincia non ha nelle sue casse, razziate da ogni cosa, questo mezzo milione di euro circa che servirebbero alla ristrutturazione dell’impianto, quale privato li dovrebbe avere? Quale privato mette in mezzo i propri denari per aggiustare una cosa che poi rimarrebbe proprietà del proprietario, in questo caso della Provincia? Dovere sarebbero i margini economici in questa operazione? Negli eventuali indennizzi dati al concessionario?

 

Ricordiamo che la Libertas di Giovanni Caruso, come le altre squadre che si occupano in città di atletica, svolgono il loro ruolo gratuitamente. “La Libertas in questi anni ha svolto un ruolo sociale, prima che sportivo, di grande importanza, poiché offrendo servizi a costo zero ha dato la possibilità anche alle classi meno abbienti di praticare sport, di vivere momenti di aggregazione e divertimento”.

 

Non esiste un giro d’affari che possa recuperare l’investimento. Hanno per anni abbandonato alla noncuranza un aspetto di civiltà di una città, sfilacciando e mai maturando un rapporto onesto con un pubblico di appassionati. L’atletica è dimenticata, abbandonata. Non ha tifo, non ha spettatori. In verità non ha neanche più una pista perché, nelle condizioni in cui si trova, non è stata omologata per le gare, lo è solo per i salti e i lanci, non per la corsa. In tutto il territorio provinciale non esiste una struttura per questo sport.

 

Questo è il nostro CONI, che ovviamente scarica le responsabilità sulla mancanza di supporto economico da parte delle istituzioni, le stesse che gli hanno dato da sedere ai loro responsabili inutili. Una Tautologia perfetta. Un Uroboro.

Questo sport sopravvive solo grazie ai Giovanni Caruso di turno.

Ecco, Giovanni Caruso è il CONI, una persona normale lo è diventato, il CONI, invece, quello politico amministrativo, vende “coni” gelato allo Stadio.